Girando on line ho trovato questa frase di William B. Yeats che riportata per intero recita così: “Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco”.

Da sempre mi domando se il mestiere dell’insegnante è un lavoro come tanti altri oppure ha qualcosa di diverso, oserei dire di speciale rispetto ad altre professioni che fanno da cornice alla nostra quotidianità.

Quando si parla del docente o del maestro balzano alla ribalta termini come missione, passione, professionalità, etc… tante belle parole che cercando di descrivere questa figura ne esaltano le doti, ma poi…

Mi sento di affermare che non è per niente facile – oggi come oggi – entrare in classe se non si hanno alle spalle, non solo valide conoscenze, ma anche e soprattutto una motivazione che, facendo leva sul credere in te stesso e nelle tue capacità, ti porta ad aprirti agli altri (i tuoi alunni) cercando di fare capire loro che non sono semplicemente i soldi che guadagni il motivo per cui continui a fare questo lavoro, bensì uno sguardo lontano che va oltre e pensa al loro futuro, al loro processo di crescita e formazione personale quasi fosse il tuo o quello dei tuoi figli.

Seneca diceva: “Mentre s’insegna, s’impara”. Questa affermazione ha accompagnato da sempre il mio essere insegnate e penso che proprio da questo bisogna ri-partire e ri-pensare a questo lavoro che altrimenti rischia di diventare scontato e privo di qualsiasi stimolo.

Per il momento la cosa più importante e che noi tutti, professori e alunni, lavoriamo con la consapevolezza che in gioco c’è la nostra vita e come diceva William B. Yeats, educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco, quello che arde dentro ognuno dei nostri ragazzi.

Occorre spingerli e stimolarli, attraverso tutte le cose che si fanno a scuola come anche a casa, a credere sempre di più nelle proprie capacità e cercare un riscatto sociale che può dar loro oltre che nozioni anche stimoli per affrontare il futuro con serenità e consapevolezza.

Mimmo Marino


7 Responses

  1. Luca ha detto:

    Grande prof! Ottima pensata, nata come sempre dalle parole degli altri…

  2. lisa vinci ha detto:

    Sono proprio daccordo con questa frase prof. Oggi la prima interrogazione di geografia sembrava difficile, ma quando capisci e segui un discorso impari molto e la rendi molto facile. Speriamo bene perchè saremo giudicati (valutati) da lei prof speriamo bene

  3. madoto ha detto:

    Mi fa piacere che questa frase abbia provocato un’occasione di riflessione per qualcuno.
    Spero proprio possa diventare motivo di confronto vero. Ciao

  4. Adil ha detto:

    Da molto tempo volevo contribuire a questo grande strumento di comunicazione creato dal mio amico e professore Mimmo Marino.
    Sembra un paradosso, ma in tempi in cui tutti abbiamo minimo 1-2 cellulari, computer portatili (sempre connessi alla rete), la carenza di vera e sincera comunicazione è davvero grande.
    Poter utilizzare questi importanti strumenti anche in campo scolastico è veramente interessante e secondo me, molto utile.. ma gli strumenti vanno utilizzati.
    Una bottiglia buttata nel mare, se non contiene un messaggio è solo spazzatura.
    Mi piacerebbe vedere sempre più ragazze e ragazzi miei coetanei utilizzare i social network e i blog, per trasmettere le proprie idee, le proprie perplessità e le proprie domande. Nessuna domanda è mai troppo stupida!!
    Viviamo in un periodo difficile, tra crisi finanziarie e crisi di valori, ma chi ci può dare la forza di sperare e creare un futuro migliore per noi e la nostra martoriata terra se non noi stessi?
    Impegnatevi in ogni cosa che fate, in ogni campo: familiare, sportivo,sociale, politico, culturale e scolastico. Gli strumenti per andare avanti li abbiamo tutti, ma dobbiamo usarli bene.
    Anche io ho avuto la fortuna di crescere e studiare nella nostra bellissima terra. Ho cercato di assimilare come meglio ho potuto i veri valori che fanno grande la Calabria e che servono sempre di più nel mondo di oggi. Non bisogna far altro che impegnarsi.
    Anche per me i giorni e i pomeriggi delle scuole superiori sembravano essere lunghi,ma alla fine 5 anni passano in fretta. Tra innumerevoli lezioni, interrogazioni, compiti in classe il tempo è passato. Ma le nozioni apprese, forse sono solo la parte più piccola del prezioso retaggio che ho avuto dal tempo trascorso all’ITT.
    Importantissimi sono stati i rapporti creati con i compagni, docenti e tutto il personale, che a vario titolo e in modi diversi hanno contribuito a modellare l’argilla che ero in un vaso resistente da iniziare a riempire passo passo.
    Cercate di non vivere la scuola come una costrizione, ma come il luogo in cui potete essere liberi di esprimere le tante perplessità che alla vostra età girano nella vostra testa.
    Cogliete il meglio da ogni consiglio che ricevete e impegnatevi a contribuire ai dibattiti in classe e fuori. Esprimete a pieno la vostra personalità!!
    E quando qualcuno lancerà dei sassolini nello stagno, non restate a guardare i cerchi che si formano,ma cercate di muovere le acque sempre di più!!

  5. madoto ha detto:

    Ciao Adil,
    Le tue parole, oltre che dare forza al mio essere docente, ancora una volta mi hanno permesso di capire che è molto importante seminare per poi a tempo dovuto raccogliere i frutti maturi.
    Credo fermamente in quello che hai scritto e mi auguro che chi ti leggerà tra i miei alunni e non sappia cogliere nelle tue parole un qualcosa che lo stimoli a guardare avanti per come hai saputo fare tu fino ad oggi.
    Speriamo che dei tanti sassolini lanciati qualcuno possa veramente far muovere le acque dell’indifferenza che oggi aleggia in chi dalla vita non si aspetta nient’altro se non la solita routine, oltre la quale, purtroppo, in tante occasione rimane soltanto il vuoto.
    Non posso fare altro che dirti semplicemente grazie e buona fortuna per la tua vita attuale e futura.

    Mimmo Marino

  6. elisa ha detto:

    Seneca diceva: “Mentre s’insegna, s’impara”. io insegno per imparare ancora ..imparo tutti i giorni dai bambini e imparo anche a conoscere i miei limiti come docente e come persona …educare è accendere due fuochi, quello nostro di docenti e quello degli alunni …deve essere una cosa reciproca ..ma spetta a noi docenti prendere il fiammifero e accendere il fuoco..
    un saluto a tutti

  7. madoto ha detto:

    Ciao Elisa,
    come al solito le tue parole sono uno stimolo che punta dritto al cuore del problema educativo e del ruolo importante che riveste la figura del maestro/professore nella scuola di oggi e di sempre.
    Gradirei tanto che le tue parole fossero percepite e fatte proprie da chi le leggerà su questo blog, non fosse altro perchè, tu sei una maestra di vita oltre che di scuola (http://maestraelisa.blog.tiscali.it) e puoi testimoniare quanto sia bello oltre che duro sapere di essere utile al processo di crescita di chi ancora sta solo imparando le vocali o le prime lettere dell’alfabeto.
    Grazie e buon lavoro.
    Mimmo