Geografia per vivere e per lavorare

di Giacomo Corna-Pellegrini

La geografia può apparire interessante o addirittura affascinante ai nostri alunni: basta sottolineare la sua utilità per il loro lavoro futuro e per la loro stessa vita, attuale e futura. La trasmissione di informazioni geografiche come pura nozione documentaria ne fa invece una disciplina noiosa e indi-geribile.
La geografia non è soltanto localizzazione dei fatti sulla superficie terrestre, anche se partire da lì, per insegnarla, può non essere sbagliato. Essa è altresì tentativo di dare una lettura interpretativa, una spiegazione di tali fatti che si tratti di fenomeni naturalistici o antropici.
Le geografia è in definitiva un tentativo di capire il mondo nel suo complesso, come conviene a tutti gli esseri umani e nelle sue singole parti. Essa è indispensabile per muoversi e agire consapevolmente nel proprio territorio, così come per capire la realtà di chi vive altrove.
Di questo deve essere ben consapevole e profondamente convinto chi insegna la geografia, mentre la sua conoscenza del mondo deve derivare non solo dalla letteratura e dall’interpretazione generale dei caratteri della superficie terrestre, ma anche da concrete e specifiche ricerche su territori limitati e circoscritti, indagati al fine di riconoscere le origini, l’evoluzione, i caratteri attuali, le implicazioni riguardo alla vita degli abitanti, i rapporto con i territori circostanti o le altre parti del mondo.
Dunque un buon insegnamento della geografia presuppone, semplicemente, un insegnante preparato ad insegnarla. Ma ciò non basta.
Altra condizione essenziale per una corretta trasmissione di informazioni e di riflessioni geografiche, così come di validi metodi per decodificare e interpretare i paesaggi antropogeografici, è la dif-ficile, spesso imprevedibile, conoscenza di ciò che “frulla nella testa” dei propri allievi, di ciò che a essi interessa nel momento in cui inizia la lezione, di ciò che essi si attendono dalla vita.
Senza questi punti di partenza – peraltro indispensabili anche per qualunque altro tipo di insegnamento – si corre il rischio di seminare nel vuoto.
In altri termini, si tratta di conoscere gli interessi dei nostri allievi per semplici o addirittura banali che siano: canzoni, avvenimenti sportivi, pubblicità o trasmissioni televisive.
Di lì si può partire per attirare l’attenzione sul contributo che una maggiore conoscenza geografica potrebbe dare al soddisfacimento di quegli interessi.
Ma si possono anche suscitare interessi nuovi, e mettere in luce gli approfondimenti che la geografia può suggerire in ordine alla conoscenza dei paesaggi in cui si collocano le immagini o i fatti presi in considerazione…

Geografia per vivere e per lavorare

5 Responses

  1. roberto ha detto:

    grande prof….

  2. lisa vinci. ha detto:

    passeremo un bell’anno scolastico insieme sperando di fare cose che ancora non ho mai fatto buona fortuna per il vostro blog mi piace xk ci sono cose interessanti che mi fanno riflettere per ora e per il mio futuro grazie…..

  3. madoto ha detto:

    Lo spero per tutti anche se dipenderà solo da noi e dal nostro modo di vivere la scuola.
    In ogni caso grazie per questo tuo contributo. Buon anno e buon lavoro.

  4. madoto ha detto:

    Che il Prof. Giacomo Corna Pellegrini sia un grande prof… non ci sono dubbi, il resto lo dobbiamo fare noi a partire da quello che Lui scrive nel suo articolo. In ogni caso grazie per questo tuo contributo. Buon anno e buon lavoro.

  5. giovanna chilà ha detto:

    spero che l’anno scolastico che passeremo insieme ci porti a crescere ed imparare cose nuove non solo attraverso i libri … l’idea del BLOG è molto interessante e mi auguro che porti a dei grandi risultati… lei è una persona che ci mette l’anima nelle cose che fa e basta poco per capirlo … spero che questo suo modo di fare influenzi anche noi alunni … grazie di tutto